Ombre sulla città

L’eleganza leggera e squisita delle antiche lanterne che illuminavano Colle Antica: poche sono le città che potevano vantare manufatti così aggraziati.

Ad inizio 2010, quella che doveva essere un’importante occasione per dare un volto nuovo e maggiore visibilità notturna a Colle, si trasforma in un scempio perpetrato con scandalosa noncuranza.

Le lanterne presenti nel Centro Antico vengono rapidamente rimosse; trattate come rottami ferrosi sono ammassate e in poco tempo se ne perdono le tracce.

Al loro posto dozzinali esemplari di lampione, in vile fusione di lega metallica e plastica in sostituzione dei vetri dei vecchi esemplari, vengono istallati sui tradizionali supporti, per fortuna rimasti.

Il passato viene rigettato; neppure si valuta – come avvenuto a Firenze ed ovunque – di adattare le lanterne con nuovi portalampade.

La somma di 500,000 euro viene dilapidata attuando penosi interventi impiantistici ed elettrici, completamente a vista sulle pareti di palazzi ed abitazioni del Centro Storico.

L’intervento rimane comunque parziale, senza una logica, assai improvvisato. Infatti non ci si preoccupa di raggiungere quei vicoli in cui l’illuminazione notturna è assicurata da plafoniere in plastica, degne di scantinati condominiali.

La presunzione del progetto è tale che si cerca di sposare la tradizione al nuovo, rappresentato dalle luci LED.

Anche dall’uso di questa tecnologia si riesce comunque a partorire il peggio: esemplare è l’effetto abbagliante alla svolta della Torre di Arnolfo, verso il Baluardo.

Senza soluzione di continuità si passa da luce calda a luce fredda, direttamente proiettata negli occhi del passante.

Il peggior risultato è garantito, a costo delle vestigia del passato!

Anche le mura cittadine necessitavano di essere portate alla luce, ma, ancora una volta i pubblici finanziamenti saranno male impiegati.

Plafoniere metalliche, vengono poste – sul nudo terreno sotto la cinta muraria – sottoposte al fango, e alle spire delle erbe e degli arbusti.

L’effetto illuminante è parziale, privo di connotazione in molti punti grottesco, senza contare il perenne malfunzionamento che lascia in oscurità per giorni e settimane la cinta muraria di Bacìo.

Ma forse la notte offre uno spazio all’immaginazione che questo fiume di pubblico denaro mal utilizzato, non ha potuto donare.

Tuttavia un sito, quello della Moschea, o meglio il suo cantiere, da un paio d’anni, gode di un’illuminazione di tutto rispetto: le sterpaglie circostanti l’edificio infatti, sono perfettamente visibili grazie a una serie di prestigiosi riflettori Guzzini.

Il ricorso alla qualità e all’estetica dove non sarebbe necessario è l’ennesima prova dello sbandamento ideale e culturale in cui avvengono tutte le scelte importanti.

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